Manaslu 2015

Manaslu 2015

Dove

 

Manaslu 8.163 metri, l'ottava cima più alta del pianeta. L'obiettivo della spedizione vuole essere esattamente un tentativo di rivisitazione moderna di due grandissime scalate del passato. La prima scalata invernale della montagna compiuta il 12 gennaio 1984 dai polacchi Berbeka e Gajewski, nonché il concatenamento della salita in successione delle due vette del massiccio del Manaslu: la vetta principale di 8.163 metri e il Pinnacolo Est di 7.992 metri di quota. Quest’ultima scalata venne effettuata sempre da due grandissimi scalatori polacchi Jerzy Kukuczka e Artur Hajzer il 10 Novembre 1986.

 

Il secondo aspetto del progetto 2015 al Manaslu riguarda il concatenamento della vetta principale e del Pinnacolo Est di 7.992 m. Questa doppia salita non è più stata ripetuta, neppure in stagione favorevole e, nello specifico, il Pinnacolo Est del Manaslu è la punta di 7000 metri più alta del pianeta. Solo 8 metri la separano dalla fatidica quota di 8000 metri. Proprio per questo, per lanciare il forte messaggio che il futuro dell’alpinismo d’alta quota, anche invernale, sarà inevitabilmente sulle montagne di 7000 metri, si è scelto questo concatenamento, lasciando il Pinnacolo Est come conclusione del progetto invernale.

Appunti di viaggio

MANASLU 2015

Giorno 51 - 8 aprile - Arrivederci Manaslu!

 

Siamo nella nostra tendina al campo base. Fuori nevica, come sempre, come da due mesi a questa parte, dove l’eccezione è stato avere il cielo blu per più di 5 ore consecutive.
 
Era partita come spedizione invernale, e finisce come primaverile solo secondo calendario e non come condizioni meteo. Ho scritto “finisce” perché questa è la decisione finale che Tamara ed io abbiamo preso in queste ultime ore. Abbiamo usato tutta la nostra pazienza, il nostro ottimismo, la nostra esperienza ed astuzia, ma il Manaslu rimane per quest’anno e per noi due un sogno che decidiamo di rinviare.
Per chi ci ha seguito durante gli ultimi due mesi sa esattamente le condizioni che abbiamo trovato qua a Febbraio e che abbiamo ritrovato forse peggiori anche ora ad aprile. La parentesi nella valle del Khumbu è stata una spedizione dentro la spedizione. Da quella parentesi di allenamento e acclimatamento durata 3 settimane, sono nate due vie nuove con la salita di un 6000 inviolato. Abbiamo salito circa 25.000 metri di dislivello in questa spedizione, sempre a ritmo sostenuto, battendo traccia, trovando la via e trasportando il nostro materiale.
 
Abbiamo fatto sempre tutto col sorriso e anche ieri, quando arrivati a Campo 1 del Manaslu non abbiamo più trovato nulla del nostro campo e deposito, abbiamo accettato con serenità l’ultimo segnale che la montagna e gli eventi ci hanno consegnato. Qua ci sono ancora 6 metri di neve, la temperatura aumenta e dunque penso che in un mesetto il tutto si assesterà e che il Manaslu forse a maggio sarà possibile salirlo. Il mese che sta per arrivare però sarà quello più pericoloso e il numero di valanghe che stanno scendendo è aumentato in modo impressionante e anche mentre scrivo ne avrò contate almeno un decina. Il meteo però non sembra cambiare e la traccia che abbiamo ieri lasciato camminando con le nostre racchette da neve è di nuovo sparita, coperta da 20 cm di neve.
 
Una spedizione non è mai solo un pura performance, una scalata fatta col cuore in gola. E’ spesso un gioco di pazienza e di nervi e penso che Tamara ed io abbiamo davvero fatto tutto per dare tempo al tempo e alla montagna di coprirsi di neve e farsi spazzare dal vento. Questa attesa però ora non ha cambiato nulla e noi abbiamo perso tantissimo materiale alpinistico e passato ore, giornate intere a spalare.
 
Siamo però rimasti sorprendentemente sempre di buon umore e non abbiamo mai perso la voglia di scherzare e di sognare. Ora spostiamo questo buon umore e la nostra progettualità di nuovo dove siamo partiti, a casa nostra. Progetti alpinistici e sportivi sono già stati programmati e rimanere qua a spalare e lottare con la natura finirebbe solo per vanificare la forma fisica e la voglia d’azione che in questo momento è straripante.
Vogliamo ringraziare tutti voi per averci seguito, incoraggiato, a volte criticato. Siete stati migliaia e tra la preziosa comunità che abbiamo avuto l’onore di avere attorno a noi, ci sono sempre stati opinioni, incoraggiamenti, suggerimenti e pensieri diversi ma comunque preziosi.
 
La nostra attività e i nostri sogni non sono mai solo quelli racchiusi in una spedizione, ma in una fortunata ed entusiasmante quotidianità.
 
Vi abbracciamo tutti e quella che portiamo a casa per noi non è una sconfitta ma un sogno a cui abbiamo dato energia e gambe. Con o senza vetta è l’azione e la fantasia che conta e non il mero risultato. Questa avventura è semplicemente rimandata.
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