25.05.06 Rientro a Kathmandu
La traversata sud-nord dell’Everest si è conclusa sostanzialmente con il mio rientro a Kathmandu.
Dopo aver regolarizzato la mia posizione con le autorità cinesi sono stato fortemente ammonito per questo sconfinamento territoriale; sono stati inoltre presi provvedimenti amministrativi… .
SCONSIGLIO fortemente di ripetere la traversata e qualsiasi tipo di alpinismo
non autorizzato!
E’ stata una grande e difficile avventura alpinistica terminata con una rocambolesca peripezia legale.
La cronaca
Due notti a colle sud, 8000 metri, lungo il versante meridionale dell’Everest mi hanno influenzato nel cambiare la mia precedente decisione di NON utilizzare ossigeno artificiale.
Partito dalla mia tenda alle ore 23,00 del 19 Maggio in direzione vetta, vi giungevo già alle 3,15 in piena notte aiutato solo dal tenue fascio di luce della mia pila frontale. Il buio, il freddo e il senso di disorientamento sono stati gli elementi costitutivi di quei momenti passati a 8848 metri.
Da li è continuata la mia solitaria discesa in senso opposto seguendo la corda fissa ancorata sin sulla sommità lungo l’itinerario che si snoda sulla parte del versante Tibetano. La corda stessa era però sepolta dalla neve e la traccia di salita spariva spesso a causa dei venti che erano soffiati nei giorni precedenti. Il lavoro di ricerca della via di discesa è stato dunque complicato e per nulla facile. Sempre solo e nel buio ho dovuto mettere alla prova le mie capacità di orientamento e di resistenza alla fatica.
Nonostante ciò alle ore 8,30 ero in salvo ai 6400 metri del campo base avanzato in territorio Tibetano. Qua venivo ospitato dapprima dalla spedizione italiana all’Everest e successivamente dalla spedizione russa di Abramov (7 summits club).
Evito in questa sede di descrivere tutta la cronaca burocratica relativa al rientro regolare in Nepal.
Voglio però ringraziare vivamente l’amica ricercatrice Maria Luisa Nodari, accorsa in mio aiuto dopo la mia chiamata dal campo base tibetano. Senza il suo aiuto e la sua esperienza linguistica e territoriale i problemi da risolvere sarebbero stati ancora più grandi e forse insormontabili. Lasciate che la consideri la compagna di cordata della traversata sud nord dell’Everest.
Foto sulla destra:
- Campo base avanzato in Tibet - 6400 m
- Campo base in Tibet - 5000 m
- C3 in Tibet - 8300 m
- Cho Oyu e Gyachungkang
- Colle Sud - 8000 m
- Simone e Maria Luisa dopo la frontiera cinete
- Simone in vetta all'Everest di notte - 8848 m